Tara Riva

Pahlavi e non solo: i molti fronti dell'opposizione iraniana

Dopo aver approfondito in un precedente confronto con l’analista geopolitica Tara Riva gli scenari della protesta di piazza in Iran, in questa seconda parte del nostro dialogo affrontiamo il tema dell’opposizione al regime di Teheran: che equilibri disegnano per il fronte anti-Repubblica Islamica le settimane di proteste e la risposta interna e internazionale?Reza Pahlavi rivendica un ruolo di guida morale delle proteste. Quanto è credibile?“A differenza della MEK (Mojahedin-e Khalq), che non go...

Iran, la crisi della Repubblica Islamica e la genesi delle proteste

L’Iran sta vivendo da diverse settimana una serie di proteste estremamente articolate nella loro genesi e complesse nel proprio sviluppo e che raccontano di un Paese che si trova di fronte a una grande prova istituzionale e sistemica: la Repubblica Islamica reggerà? Che voce in capitolo hanno le varie anime della frastagliata opposizione iraniana? InsideOver ne discute con Tara Riva, analista specializzata in relazioni internazionali e geopolitica, con un focus sul Medio Oriente e sull’Iran.Dopo...

La protesta dell’Iran tra sanzioni e repressione: alla ricerca di un’opposizione organizzata

Sono drammatiche le immagini emerse dall’Iran nelle ultime settimane: spari che risuonano nelle strade, obitori colmi di sacchi con i corpi delle vittime, quartieri che sembrano trasformati in scenari di guerriglia urbana. Il numero provvisorio delle vittime, secondo i dati di HRANA aggiornati al 18 gennaio 2026, ammonta a un totale di 3.919: 3.685 manifestanti, 25 minorenni, 31 civili non coinvolti nelle proteste e 178 appartenenti alle forze militari/governative. Parallelamente, la Repubblica...

Il popolo iraniano è preso fra due fuochi - Kritica.it

Nelle ultime settimane, le strade di numerose città iraniane sono tornate a riempirsi di manifestanti. Le proteste, iniziate a dicembre 2025, hanno raggiunto l’apice nei giorni scorsi, nonostante una repressione sempre più brutale da parte delle autorità della Repubblica Islamica. Il bilancio provvisorio è di almeno 600 vittime (una cifra con ogni probabilità destinata a crescere; alcuni organi di monitoraggio parlano in verità già ora di migliaia di morti) e di diverse migliaia di arresti.


N...

La Corte di Giustizia Internazionale: "Israele ha affamato Gaza"

Con una decisione quasi unanime, la Corte Internazionale di Giustizia (CIG) ha stabilito ieri che Israele, in quanto potenza occupante e Stato membro delle Nazioni Unite, ha l’obbligo legale di accettare e facilitare con tutti i mezzi a sua disposizione le operazioni di soccorso nel Territorio Palestinese Occupato (TPO), in particolar modo a Gaza. Il parere consultivo, richiesto con urgenza dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite tramite la risoluzione 79/232 del 19 dicembre 2024, chiarisce...

L'attacco all'Iran e la deriva delle élite europee - Kritica.it

L’attacco militare condotto da Israele contro l’Iran il 13 giugno 2025 ha segnato l’apertura di un nuovo fronte di conflitto in Medio Oriente. L’operazione israeliana – che costituisce una grave violazione del diritto internazionale, in particolare della Carta delle Nazioni Unite e del Protocollo aggiuntivo I alle Convenzioni di Ginevra (articolo 56, che proibisce espressamente gli attacchi contro le installazioni nucleari civili) – non ha ricevuto la dovuta condanna da parte della maggioranza d...

Siamo tutti ghormaniani, siamo tutti palestinesi - Kritica.it

“Chiamando genocidio un genocidio, Andor ha appena fatto la sua dichiarazione politica più forte” titolava The Guardian all’uscita degli episodi 4-5-6 della seconda stagione della serie Andor, la celebre serie TV di Star Wars. Insomma, nella galassia “far, far away” qualcuno ha finalmente avuto il coraggio di chiamare le cose con il loro nome. E tanto è bastato affinché quel termine risuonasse anche nella galassia “very, very close”, ossia la nostra.


Tutto nasce dal discorso della senatrice M...

Perché i BRICS non sono "anti-occidentali"

Nel biennio 2024-2025, il gruppo BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) ha intrapreso una trasformazione significativa, ampliando la sua composizione e rafforzando il suo status sullo scacchiere internazionale. Ad oggi, cinque nuovi Stati hanno aderito al BRICS+ diventandone “membri” (Egitto, Etiopia, Iran, Emirati Arabi Uniti e recentemente anche l’Indonesia)[1], mentre altri nove Stati hanno acquisito lo status di “Stati Partner”, una forma di collaborazione che non coincide con la p...

Il caso Sala-Abedini e le asimmetrie imperialiste del potere

Un abbraccio liberatorio ha accolto Cecilia Sala al suo ritorno in Italia, dopo 21 giorni di detenzione nel carcere di Evin a Teheran. Arrestata il 19 dicembre scorso, la giornalista italiana è stata al centro di un caso intricato che ha messo in luce le complesse relazioni tra Italia, Iran e Stati Uniti. Pochi giorni prima della sua liberazione, Teheran aveva negato l’esistenza di qualsiasi collegamento Sala-Abedini, tra l’arresto di Cecilia Sala e quello del cittadino iraniano Mohammad Abedini...

Iran: le crisi, le rivolte e l'eco della storia

L'articolo "Iran: le crisi, le rivolte e l'eco della storia" esplora le recenti dinamiche di crisi politica e sociale in Iran, partendo dall'uccisione di Isma'il Haniyeh e le sue conseguenze geopolitiche. L'evento, avvenuto a Teheran e attribuito probabilmente a Israele, ha scatenato reazioni a catena a livello regionale e globale, mostrando le vulnerabilità dell'Iran, tanto internamente quanto esternamente. Le elezioni presidenziali del 2024, seguite alla morte del presidente Raisi, hanno visto emergere una figura riformista, Masoud Pezeshkian, in un contesto di crescente disillusione popolare. L'articolo riflette anche sui cicli storici di repressione e resistenza del regime iraniano e sull’impatto delle dinamiche internazionali e regionali, come la pressione degli Stati Uniti e la normalizzazione delle relazioni tra Israele e i Paesi arabi. Alla base del dibattito c’è il profondo distacco tra il regime e la società iraniana, e le incertezze sul futuro del paese in un momento critico della sua storia.

Israele, Iran e mondo arabo, storia di un rapporto ambivalente

L'articolo "Israele, Iran e mondo arabo, storia di un rapporto ambivalente" analizza le complesse relazioni tra Iran, Israele e il mondo arabo dal 1948 a oggi. Sotto lo Shah, l'Iran mantenne legami segreti con Israele per contenere l'influenza sovietica, nonostante una retorica anti-israeliana. Dopo la rivoluzione islamica del 1979, l'Iran adottò una posizione apertamente ostile verso Israele, ma continuò a collaborare segretamente con Tel Aviv durante la guerra Iran-Iraq. Oggi, il dibattito tra iraniani sulla questione israelo-palestinese è polarizzato, con una parte della diaspora vicina a posizioni filo-israeliane e monarchiche, mentre altre voci, come quelle del movimento “Donna, vita, libertà”, resistono all'idea che la libertà iraniana debba essere ottenuta a scapito di quella palestinese.

PIAZZE 1/2020 : Arel – Agenzia di Ricerche e Legislazione

L’articolo "Le piazze dell’Iran: dalle lotte di classe all’emarginazione dei lavoratori" evidenzia il cambiamento della classe lavoratrice iraniana e il declino del suo ruolo nelle piazze. Le proteste attuali sono frammentate, senza una guida ideologica o politica chiara, riflettendo l’erosione del concetto di “classe lavoratrice” a causa delle riforme neoliberiste e delle politiche di liberalizzazione economica. Questa frammentazione ha reso inefficaci le proteste, malgrado le istanze riguardanti disuguaglianze economiche e disoccupazione.

The surplus of men in China: A gender issue or a social threat?

Authors: Eamonn Noonan & Tara Riva
Page 38
China's one-child policy, implemented in 1979, led to a significant gender imbalance due to a strong cultural preference for sons. By 2020, China had 30-35 million more men than women of marrying age. This imbalance, driven by societal and economic pressures, raises concerns about social instability, with potential increases in crime and unrest among unmarried men, particularly in poorer areas. Although the policy ended in 2016, its long-term effects remain a significant challenge for Chinese society.

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